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Uilca: educazione finanziaria, Furlan e Cimbri su banche e assicurazioni

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Il Consiglio Nazionale Uilca discute sul ruolo sociale di Banche e Assicurazioni.

Furlan: riporteremo il tema al centro del dibattito. Cimbri: è una questione culturale, bisogna agire

Il sistema finanziario è centrale nella vita di un Paese perché da lì passano le risorse per favorirne crescita e sviluppo, sostenere famiglie e imprese e presidiare i territori. In questo senso l’educazione finanziaria è un fattore determinante, di cui tutti i soggetti devono interessarsi. Noi come parte sociale vogliamo riportare il tema al centro del dibattito ma è necessario che politica e istituzioni attuino un cambio nell’impostazione rispetto a questi temi. Perché sono temi che impattano sulla vita quotidiana delle persone e sul loro futuro”, così il segretario generale Uilca Fulvio Furlan durante il panel Banche e Assicurazioni: il ruolo sociale tra risparmio ed educazione finanziaria, in occasione del Consiglio Nazionale Uilca tenutosi a Torino dal 26 al 28 giugno con la partecipazione di oltre 200 dirigenti sindacali provenienti da tutta Italia.

Sul tema è intervenuto Carlo Cimbri, presidente Gruppo Unipol, evidenziando come il tema sia di natura culturale. “L’educazione finanziaria non è un argomento di semplice risoluzione perché si tratta di un tema culturale. Ed è totalmente diverso in Paesi, ad esempio, di formazione anglosassone. Questa è la storia, e la storia non è di semplice trasformazione, è necessario tempo ma bisogna agire partendo dalla scuola, ma non solo”.

Non è mancato il riferimento al tema dell’intelligenza artificiale: “Può essere un contributo nel miglioramento della tutela del risparmio e nell’affiancare le persone su questo. Il ruolo dell’intermediario finanziario è l’unico ruolo che oggi può sopperire alla carenza, strutturale e culturale in Italia, di educazione finanziaria. Il nostro ruolo sociale, di un’assicurazione, va al di là del mero impiego: dobbiamo esserci quando la gente avrà bisogno di noi, questa è la nostra cultura d’impresa che vogliamo diffondere”, continua Cimbri. “L’intelligenza artificiale sarà un grande tema del futuro anche nel nostro settore: sarà necessario adottare un approccio aperto che coniughi le nuove opportunità offerte dalla tecnologia con la qualità che solo la persona può garantire con il suo lavoro”. “Per questo bisogna trovare soluzioni attraverso una contrattazione collettiva permanente per gestire i cambiamenti in ottica di benessere lavorativo e crescita occupazionale, anche sfruttando le opportunità che l’innovazione tecnologica offre. I contratti nazionali devono andare in questa direzione, a partire dal prossimo del settore del credito, e occuparsi di questi temi oltre a quello dell’aumento salariale”, chiude Furlan.

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