“Da una sola parte, dalla parte dei lavoratori” – Giacomo Brodolini

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Gruppo Intesa Sanpaolo: organizzazione del lavoro, un’opportunità mancata?

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La firma di un accordo non è mai un punto di arrivo, quanto piuttosto un punto di partenza. Firmare un accordo significa verificare che sia rispettato, che le tutele che definisce siano veramente adeguate anche nel tempo, anche quando certe condizioni applicative mutano; significa capire come e se migliorarlo. Firmare un accordo significa assumersi una responsabilità nei confronti della collettività che di quell’accordo è destinataria. Alla base della sottoscrizione di un accordo sta una scelta: quella di accettare quel punto di incontro con la controparte come il migliore possibile in quel dato momento, contesto, circostanza. Una scelta che può fondarsi su errori di percezione, che può essere errata essa stessa. Parimenti anche non firmare un accordo significa fare una scelta e assumersi la responsabilità di averla fatta, compreso il rischio che sia la scelta sbagliata. Giovedì scorso la Uilca ha ritenuto non percorribile la firma di un accordo in materia di organizzazione del lavoro, materia che per la prima volta nel Gruppo Intesa Sanpaolo era oggetto di negoziato. È stata una scelta difficile e sofferta. Difficile e sofferta perché la Uilca ha chiaro che compito del Sindacato è stare al tavolo negoziale fino a che è possibile, cucendo e ricucendo le posizioni. Perché la Uilca ha chiaro che compito del Sindacato è costruire tutele collettive, che uniscano e rafforzino le lavoratrici e i lavoratori come un corpo unico, che favoriscano la coesione e la solidarietà del personale.

Perché la Uilca ha da sempre concepito l’unitarietà sindacale come un valore, mai potrebbe viverla con opportunismo, o strumentalmente o, peggio, invocandola per coartare scelte di altre Organizzazioni. Nei cinque mesi di trattativa con l’Azienda la Uilca ha sempre garantito la presenza della sua delegazione al tavolo, anche nei mesi estivi, anche in occasione di importanti momenti di vita dell’organizzazione. E ciò è stato possibile per la forte coesione interna delle Segreterie di Gruppo e Capogruppo e nei rapporti con la Segreteria nazionale. Le linee di azione sono sempre state chiare e chiaramente rappresentate, alle altre Organizzazioni Sindacali, all’Azienda. Nei cinque mesi di trattativa la Uilca ha ascoltato e compreso le diverse sensibilità delle altre Organizzazioni Sindacali, adoperandosi perché la sintesi unitaria potesse valorizzale, insieme e al pari delle proprie. Nei cinque mesi di trattativa la Uilca ha lavorato alacremente per poter addivenire a un accordo che desse adeguate tutele e opportunità a tutte le lavoratrici e lavoratori del nostro Gruppo, alla ricerca di una equilibrata composizione delle rivendicazioni sindacali con le esigenze organizzative che l’Azienda opponeva.

Tutto questo non è bastato: le posizioni dell’Azienda sono rimaste molto distanti da quelle avanzate unitariamente. Da qui la scelta, difficile e sofferta, di non firmare. Dopo tanto lavoro, pur in presenza di passi avanti fatti, con amarezza la Uilca non ha che potuto prendere atto che gli spazi negoziali e il tempo del confronto si erano ormai esauriti. Firmare avrebbe significato sottoscrivere scelte organizzative aziendali che hanno effetti divisivi del personale, sancire con norme trattamenti e opportunità diverse per
compagini di lavoratrici e lavoratori, di fatto depotenziando quel processo unificante che ha preso avvio con i percorsi di armonizzazione a partire dal 2008 e che ha trovato il suo culmine con la sottoscrizione del contratto di secondo livello di Gruppo nel 2015. Flessibilità orarie, lavoro agile, riconoscimenti economici – quali indennità per turno e buono pasto-, definitiva equiparazione delle colleghe e colleghi provenienti da Intesa Sanpaolo Casa che lavorano oggi in filiale digitale, attenzionale alle esigenze di conciliazione tempi di vita e lavoro, con particolare riguardo a genitori e care givers. Ambiti sui quali la Uilca ha portato avanti convintamente, sia in intersindacale che con l’Azienda, le sue posizioni.
La Uilca ha sempre dichiarato la sua volontà di confrontarsi con l’Azienda, ed è pienamente consapevole della complessità e delicatezza del momento storico che stiamo vivendo, percorso da tensioni e con l’imminente scadenza del Contratto nazionale del credito. Mai come oggi è necessario poter dare risposte concrete e serenità a tante lavoratrici e lavoratori del Gruppo, e anche, in prospettiva a coloro che entreranno con nuove assunzioni. Il peso specifico del Gruppo Intesa Sanpaolo nello scenario economico-finanziario e nel settore è di tutta rilevanza, motivo per cui sia le scelte organizzative e imprenditoriali, che i negoziati – che sfocino o meno in accordi sindacali-, costituiscono un riferimento importante. Ecco perché la Uilca ritiene che anche il percorso condotto fino a oggi debba poter costituire un punto di partenza, ancorché non ci sia stato un accordo. Alta sarà quindi la nostra attenzione agli sviluppi dell’organizzazione del lavoro, non escludendo che, anche alla luce delle sperimentazioni che l’Azienda realizzerà e di cui ha già dato conto, e della fase di rinnovo del Contratto nazionale, le posizioni fra le parti possano avvicinarsi.

L’impegno della Uilca del Gruppo Intesa Sanpaolo prosegue con ancora maggiore motivazione tanto negli incontri della delegazione trattante, quanto nei singoli territori dove le sindacaliste e i sindacalisti Uilca sono un punto di riferimento per molte colleghe e colleghi.

La Segreteria Uilca Gruppo Intesa Sanpaolo

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