“Da una sola parte, dalla parte dei lavoratori” – Giacomo Brodolini

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Uilca, desertificazione bancaria: per 8 su 10 la prossimità di una filiale influisce sugli investimenti

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Nel dibattito sulla desertificazione bancaria, ovvero la progressiva chiusura delle filiali, si tende spesso a ridurre la presenza della banca sul territorio a una pura questione di operatività quotidiana o di prelievi. Tuttavia, i dati del terzo Rapporto Uilca “L’impatto della desertificazione bancaria sugli italiani 2025”, condotto dall’istituto di ricerca Lab21 su un campione di 3.300 persone, dimostrano che il valore dello sportello fisico è molto più profondo e strategico non solo per l’economia locale ma per il sistema Paese.

In particolare, emerge un dato centrale della ricerca: per otto persone su dieci, la prossimità fisica di una filiale influisce direttamente sulla propria propensione a investire. A questo si affianca un secondo elemento strettamente connesso: per sette italiani su dieci, la banca rimane un luogo di supporto insostituibile per la gestione di risparmi, investimenti e prestiti.

Analizzando queste evidenze emerge chiaramente come la consulenza umana sia l’elemento determinante per creare fiducia. Le scelte finanziarie relative al patrimonio personale e ai risparmi richiedono infatti una relazione diretta con l’operatore che i servizi online o i semplici bancomat non possono offrire. Inoltre, l’assenza di un punto di riferimento fisico non spinge automaticamente verso il digitale, ma rischia di disincentivare le famiglie dall’investire in modo consapevole, con un impatto negativo sulla tutela dei risparmi. Senza una presenza bancaria capillare, i cittadini perdono una guida fondamentale per la pianificazione finanziaria e i territori rischiano un progressivo impoverimento economico e una forte marginalizzazione.

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