La ricerca Uilca su Il Sole 24 Ore
“Gli scontenti. Demotivati, poco coinvolti e stressati”. Così, sabato 14 marzo 2026 il Sole 24 Ore ha titolato il primo articolo di un approfondimento, a cura di Vitaliano D’Angerio, sul disengagement, ossia sul disimpegno dei dipendenti del settore bancario. Gli articoli, basati sulla ricerca dell’Università La Sapienza in collaborazione con Uilca, nascevano da un’analisi condotta su 493 dipendenti di 45 banche italiane. A emergere è la presenza dell’intelligenza artificiale che, anche in questo settore, sta ridefinendo il contributo umano nella maggior parte delle operazioni e sta stendendo un’ombra di inquietudine tra i dipendenti per il futuro.
Accanto a ciò, vale la pena mettere il fuoco su un secondo aspetto del cosiddetto disengagement emerso dallo studio: il venir meno del middle management, quella fascia di manager che funziona da raccordo fra i vertici e i dipendenti delle banche e che oggi, stando ai risultati dell’indagine La Sapienza-Uilca, non esiste quasi più, lasciando un vuoto difficilmente colmabile e rendendo più complessi i rapporti lavorativi e umani all’interno del settore. Di questi temi hanno discusso anche Andrea Franceschi, giornalista de Il Sole 24 Ore, e Vitaliano D’Angerio, autore dell’inchiesta, nel podcast ‘Market Mover’ (riascolta la puntata su Spotify).
Se da un lato gli istituti di credito, grazie all’IA, sono riusciti a recuperare in efficienza e redditività, dall’altro dunque è cresciuta la demotivazione del personale dipendente. La causa è che il lavoro, secondo la percezione delle persone, è divenuto sempre più “procedurale”. Secondo lo studio Uilca, le procedure digitali hanno superato già oggi il 60% delle attività dei bancari. Un impatto così forte che è già da tempo oggetto di dibattito. Recentemente sono intervenuti sul tema, in un webinar de Il Sole 24 Ore, Maurizio Baravelli, Professore di Banking Innovation all’Università La Sapienza, Roberto Telatin, responsabile del centro studi Uilca, e Chiara Frigerio, ricercatrice Cetif – Università Cattolica, moderati dai giornalisti Vitaliano D’Angerio e Antonio Criscione (riascolta il webinar sul sito de Il Sole 24 Ore).
Tutto questo ha portato a un indebolimento delle professionalità con un “maggior rilievo alle competenze tecnologiche rispetto a quelle bancarie. Le banche sono restie a dare autonomia ai propri dipendenti anche a causa della Vigilanza”, spiega Maurizio Baravelli, docente di Banking Innovation all’ateneo La Sapienza di Roma e autore, insieme a Valerio Pesic professore ordinario di Economia degli Intermediari Finanziari dell’Università La Sapienza della ricerca “L’evoluzione dell’organizzazione del lavoro nel mondo bancario”.
“In tale ambito”, prosegue Baravelli, “è necessaria una semplificazione che sburocratizzi e renda più flessibile il settore. Ciò dipende soprattutto da Francoforte”. Accanto alle note dolenti, tuttavia, alcuni dati sembrano portare la lancetta del settore sui quadranti positivi. Relativamente alla parità di genere, infatti, il numero delle lavoratrici si sta avvicinando a quello dei lavoratori. “Visto il punteggio di 0,12 però”, spiega Vitaliano D’Angerio, “è lecito dire che si poteva fare di più”.
Nello studio, Uilca si concentra anche su un altro tema caro al sindacato di settore, quello del benessere lavorativo: “La ricerca evidenzia che la carriera è messa ancora una volta in discussione, con i giovani che lamentano poca chiarezza su come si potrà sviluppare”.
A questo punto, è opportuno domandarsi come recuperare l’engagement del personale bancario. “L’organizzazione sta cambiando nel mondo delle imprese e sta andando verso modelli non burocratici”, spiega la ricerca: nuovi modelli organizzativi (self management, Teal Model e altri) “che rispondono alle richieste di inclusione, equità, trasparenza e benessere dei lavoratori”.