Battambang è quel posto lontano, remoto, che molti non sanno che esiste.
Battambang è quel posto lontano dove ci sono bambini, donne, uomini, che tutti i giorni vengono mutilati, accecati, uccisi da mine antiuomo lasciate lì a tetro ricordo di una guerra finita da oltre dieci anni.
Battambang è la seconda città della Cambogia, dove i Khmer rossi tra il 1975 e il 1979 hanno messo in atto uno dei più scientifici e spietati genocidi che l'umanità ricordi.
Una sequenza di morte che si è abbattuta soprattutto su tecnici, medici, insegnanti, studenti. Su chiunque potesse dare un futuro di sviluppo a un Paese, che doveva essere lasciato agonizzante.
I cambogiani scappati in Thailandia, dalla metà degli anni novanta hanno iniziato a fare ritorno alle loro case e proprio dove ci sono i terreni più fertili, proprio dove la speranza della rinascita era più forte, proprio dove credevano di poter far crescere i loro figli nella pace riconquistata, hanno trovato milioni di ospiti indesiderati e subdoli.
Le mine antiuomo sepolte, in attesa, pazienti come sentinelle di morte.
Da allora ogni giorno è uno scempio di vite, di arti, di occhi.
Uno scempio in un posto così lontano che le urla dei feriti muoiono prima di riuscire a squassare le nostre coscienze.
Da luglio del 1998 quel posto non è più così lontano.
Emergency ci è andata, si è installata, ha costruito un Ospedale, che ha intitolato a Ilaria Alpi, la giornalista della Rai uccisa in Somalia, a Mogadiscio, insieme all'operatore Miran Hrovatin, e ha cominciato a operare per salvare quelle vite, ricostruire quegli arti martoriati, curare quegli occhi accecati.
Lo ha fatto con passione e intelligenza, portando la sua competenza e mettendola a disposizione delle persone del posto, tra cui molte hanno potuto usufruire di una formazione in campo medico e paramedico, in modo da diventare nel tempo sempre più autonomi.
Emergency ha sempre mantenuto alti livelli di qualità e di professionalità, radicandosi progressivamente nel tessuto sociale in cui opera e divenendo punto di riferimento per la popolazione anche in riferimento a malattie, non specificamente legate alle mine, come l'osteoporosi, per la cui cura l'Ospedale di Battambang è il centro che offre il servizio più importante di tutta la Cambogia, a costi irrisori in confronto al resto del Paese, dove la sanità è tutta a pagamento.
L'Ospedale ha 177 posti letto e si compone di un centro di riabilitazione, del Pronto Soccorso, di un ambulatorio, di tre sale operatorie, di un reparto di terapia intensiva e uno di radiologia, di corsie di fisioterapia, di un laboratorio della banca del sangue e di una farmacia.
Si occupa di chirurgia per vittime di guerra e mine antiuomo, di chirurgia di urgenza e traumatologia, di ortopedia e di plastica ricostruttiva.
Dalla sua apertura a tutto il 2008 l'Ospedale ha avuto in cura 22.345 persone, ha offerto 80.154 visite ambulatoriali, ha realizzato 23.807 interventi chirurgici.
La Uilca segue e sostiene l'attività di Emergency a Battambang, con un progetto polifunzionale, inizialmente fotografico, successivamente ampliatosi con l'organizzazione di mostre, momenti di discussione con studenti su cosa significa fare solidarietà e sui molteplici aspetti con cui si può attuarla e sugli strumenti comunicativi con cui è possibile divulgarne il messaggio.
Nell'ambito di questo percorso è stato realizzato il libro Emergency, una speranza in Cambogia, nel quale Pino Ninfa, con un reportage fotografico realizzato in epoche diverse, ha raccontato tutto il dolore, il lavoro, la speranza e la vita di un posto cui ora tutti siamo più vicini.
Emergency non ha abbandonato la tragedia della Cambogia e noi vogliamo contribuire perché non sia mai dimenticata.