L'adesione è vantaggiosa?
> Il punto di vista del lavoratore
Vantaggi e Svantaggi delle due scelte per il lavoratore
Per un lavoratore è naturale domandarsi se convenga iscriversi a un fondo pensione oppure se sia preferibile mantenere il Tfr in azienda e integrare ulteriormente le proprie risorse previdenziali attraverso strumenti ordinari di risparmio finanziario (fondi comuni di investimento, polizze di capitalizzazione, etc.).
Per permettere una seria riflessione su questo tema, è utile mettere in luce alcune differenze qualitative e quantitative fra le due soluzioni.
 
Raggiungimento dell'obiettivo previdenziale
La “finalità previdenziale” è connaturata al meccanismo di funzionamento dei fondi pensione, mentre nel caso di una gestione autonoma del Tfr e di altri risparmi, è il lavoratore che deve saper utilizzare queste risorse con un'ottica di lungo periodo, preservandole, quindi, da impieghi non strettamente “vitali”.
 
Tutela della rendita vitalizia
La prestazione in forma di rendita vitalizia normalmente viene considerata dai lavoratori come una sorta di “punizione”, mentre in realtà si tratta di un'assicurazione, ossia di una tutela nei confronti dei pensionati.
 
Maggiori tutele rispetto ad altre forme di risparmio
Il risparmio previdenziale è più tutelato dal punto di vista normativo in considerazione della finalità sociale perseguita,
 
Maggiori incentivi fiscali
Il risparmio previdenziale è incentivato fiscalmente; i contributi sono deducibili, i rendimenti sono tassati a un'aliquota inferiore rispetto ad altre forme di risparmio e le prestazioni sono soggette a un'imposizione fiscale del 15% o del 23%.
 
Risparmio “comodo”
Per comprendere il concetto di risparmio “comodo”, è sufficiente pensare al caso ipotetico in cui il datore di lavoro ponesse in busta paga il Tfr e la contribuzione di propria pertinenza: quanti lavoratori verserebbero effettivamente al fondo pensione ogni mese?
 
Vantaggi quantitativi dell'adesione alla previdenza complementare
Mantenere il Tfr in azienda, se da una parte permette di avere una fonte di risparmio più accessibile, dall'altro comporta la rinuncia al contributo del datore di lavoro e ai benefici fiscali.Non bisogna dimenticare infine l'esigenza implicita nella decisione di attivare una previdenza complementare: integrare la pensione per vivere una vecchiaia dignitosa e soddisfacente.