I fondi pensione possono essere:
- a contribuzione definita;
- a prestazione definita (o beneficio definito).
I fondi a contribuzione definita si caratterizzano per il fatto che per l'iscritto è noto l'ammontare dei flussi da versare, ma non quello delle prestazioni che potrà percepire al pensionamento, dipendendo dal rendimento degli investimenti effettuati e dal periodo di permanenza nel fondo.
Nei fondi a prestazione definita (o beneficio definito), viene invece stabilito l'ammontare della prestazione che si percepirà al termine dell'attività lavorativa. L'iscritto, così, inizia a versare la propria contribuzione. Periodicamente il fondo pensione effettua delle stime, per verificare che i versamenti dell'iscritto e i rendimenti delle somme versate siano sufficienti a raggiungere la prestazione stabilita. Se dalle stime dovesse risultare che i versamenti effettuati e i rendimenti conseguiti non sono sufficienti, l'iscritto è tenuto a effettuare versamenti aggiuntivi straordinari. In Italia possono iscriversi a fondi pensione a prestazione definita soltanto lavoratori autonomi e liberi professionisti. Ma ad oggi non esiste nessun fondo pensione italiano a prestazione definita, fatta eccezione per alcuni fondi pensione preesistenti, ormai chiusi ai nuovi assunti dopo il 28 aprile 1993.
Quali tipologie di fondi pensione?
Esistono diverse tipologie di fondi pensione:
- fondi pensione contrattuali, detti anche chiusi o negoziali;
- fondi pensione aperti;
- forme pensionistiche individuali attuate mediante contratti di assicurazione con finalità previdenziale (Pip).
Il D.Lgs. 252/2005 ha equiparato i diversi strumenti di previdenza complementare e introdotto il principio di libertà di scelta del lavoratore della forma alla quale aderire. A partire dal 1 gennaio 2007, il lavoratore può quindi decidere a quale fondo pensione aderire, versandovi il Tfr.
Fondi pensione contrattuali
Sono strutturati in forma associativa o fondazionale senza scopo di lucro istituite grazie a un contratto collettivo di lavoro o altro genere di accordo collettivo o da regolamenti. Proprio perché la loro origine deriva da un contratto o da un negozio giuridico, vengono definiti “contrattuali” o “negoziali”.
I fondi pensione contrattuali vengono anche chiamati “chiusi”, essendo delimitato l'ambito dei destinatari ai quali è rivolta la loro proposta previdenziale.
I fondi pensione contrattuali possono essere settoriali, se rivolti ai lavoratori di un determinato settore di attività, aziendali, se i destinatari sono dipendenti appartenenti a un'azienda o a un gruppo aziendale, territoriali, se possono aderirvi i lavoratori di una determinata area geografica.
I fondi pensione contrattuali prevedono la rappresentanza degli iscritti e una struttura di governo particolarmente articolata, ispirata al principio della democrazia rappresentativa dei soci iscritti e della componente paritetica e costituita da:
- il consiglio di amministrazione, che guida il fondo pensione, individua la banca depositaria, seleziona i gestori finanziari attraverso una gara pubblica, condotta con criteri determinati dall'Autorità di vigilanza, valuta l'operato dei gestori attraverso la verifica dei risultati di gestione e decide in merito a un'eventuale sostituzione di quelli che non danno risultati soddisfacenti, decide anche sulla scelta del service amministrativo;
- l'assemblea, che nomina il consiglio di amministrazione e il collegio dei revisori contabili, approva il bilancio e può deliberare l'azione di responsabilità contro il consiglio di amministrazione;
- il collegio dei revisori contabili, che verifica la correttezza della gestione del fondo pensione.
A partire dal 1 gennaio 2007, con l'entrata in vigore del D.Lgs. 252/2005, i fondi pensione chiusi devono prevedere anche la figura di un Responsabile che verifica che tutte le azioni intraprese dal fondo siano svolte nell'interesse degli iscritti.
Al momento dell'adesione, il lavoratore, oltre che essere cliente, diventa anche associato del fondo pensione e può esprimere il proprio voto in assemblea.
Aspetti di rilievo nei fondi pensione chiusi
Uno dei principali aspetti riguardante i fondi pensione chiusi è il livello dei costi, mediamente più basso rispetto a quello sostenuto dalle altre forme di previdenza, giacché la loro natura senza scopo di lucro e l'obbligo di selezionare i gestori attraverso delle procedure ad evidenza pubblica li rendono molto competitivi.
Forme pensionistiche complementari. Indicatore sintetico dei costi. Valori medi a fine 2010 (1).
| Tipo |
2 anni |
5 anni |
10 anni |
35 anni |
| Fondi pensione negoziali |
1,0 |
0,5 |
0,4 |
0,2 |
| Fondi pensione aperti |
2,0 |
1,3 |
1,2 |
1,1 |
| PIP |
3,6 |
2,4 |
1,9 |
1,5 |
(1) Calcolato come media semplice degli ISC di ciascuna forma, ottenuti a loro volta aggregando, come media semplice, gli indicatori dei relativi comparti di pertinenza delle singole forme riportate nelle Note informative. L'ISC è calcolato secondo ipotesi identiche per tutte le forme e che, in particolare, prevedono un versamento contributivo annuo di 2.500 euro.
Fonte: Covip
Nei fondi pensione contrattuali vi sono generalmente tre tipi di costo: quota di iscrizione, quota associativa annua e commissioni di gestione (per remunerare i gestori finanziari e la banca depositaria). Il pagamento delle prime due voci, in molti casi, è ripartito tra il lavoratore e il datore di lavoro, mentre le commissioni di gestione vengono prelevate direttamente dal patrimonio degli iscritti.
Per quel che riguarda la struttura gestionale, è possibile affermare che quasi tutti i fondi pensione chiusi presentano un assetto di tipo multicomparto, nel quale sono individuate più linee di investimento e il lavoratore ha la possibilità di scegliere uno o più comparti ai quali aderire; è bene infatti ricordare che il D.Lgs. 252/2005 ha previsto che i fondi possono consentire agli iscritti di suddividere i flussi contributivi e/o la posizione maturata su più linee di investimento. Prima che il lavoratore effettui la propria scelta, è pertanto fondamentale documentarsi in merito alle caratteristiche delle linee offerte attraverso la lettura dello statuto e del regolamento, della nota informativa e dell'eventuale progetto esemplificativo previsto dalla Covip.
Fondi pensione aperti
Questi fondi sono patrimoni autonomi e separati istituiti da banche, Sim, Sgr e imprese di assicurazione.
A differenza dei fondi contrattuali, l'ambito dei destinatari dei fondi pensione aperti non è “predefinito”: per questo vengono chiamati “aperti”. Di conseguenza, chiunque vi si può iscrivere individualmente e per proprio conto.
È possibile aderire a un fondo pensione aperto anche collettivamente: un accordo o regolamento aziendale può prevedere che i lavoratori interessati possano aderire a un determinato fondo pensione aperto. Nei fondi pensione aperti vi è un soggetto, il cosiddetto Responsabile della forma pensionistica ( figura autonoma ed indipendente), che ha il compito di controllare che la gestione avvenga nell'interesse degli iscritti e di riferire alla Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), le eventuali irregolarità. Dal 2007 i fondi pensione aperti devono dotarsi anche di uno specifico Organismo di sorveglianza composto da almeno due persone indipendenti, nominate dall'ente che ha istituito il fondo, con poteri di consultazione, intervento e di relazione alla Covip. Nel caso di adesione collettiva di un'azienda con più di 500 iscritti, l'Organismo di sorveglianza viene integrato da un rappresentante dei lavoratori e da un rappresentante del datore di lavoro.
Aspetti di rilievo nei fondi pensione aperti
Nei fondi pensione aperti è rilevante conoscere la struttura contrattuale dello strumento e, in particolare, il profilo dei costi, l'offerta di linee finanziarie, e le prestazioni offerte, soprattutto quelle in forma di rendita. Aspetti non contrattuali da valutare possono essere individuati nella dimensione del patrimonio, nel numero degli iscritti, nell'andamento delle linee finanziarie nel passato, nella capacità di supportare gli aderenti dal punto di vista informativo e consulenziale e, infine, nella rete di distribuzione.
I documenti informativi dei fondi pensione aperti sono il regolamento del fondo, la nota informativa e il progetto esemplificativo. Ogni anno l'iscritto riceve un rendiconto periodico che permette di monitorare l'andamento del proprio investimento previdenziale.
Contratti di assicurazione con finalità previdenziale (Pip)
I piani individuali di previdenza sono fondi pensione ad adesione individuale. Sono sostanzialmente dei contratti di assicurazione che si distinguono dalle altre polizze vita, perché fanno esplicito riferimento alle finalità previdenziali della polizza. Anche i Pip devono predisporre un'adeguata comunicazione in merito alle caratteristiche del fondo attraverso la nota informativa, il regolamento e il progetto esemplificativo.Infine il nuovo decreto legislativo prevede il patrimonio separato e la nomina del responsabile della forma pensionistica.